domenica 26 luglio 2015

La seconda edizione del Premio “Michele Muro”: l'Operazione Agricolarte

Al termine di tre giorni di dibattiti, mostre ed iniziative varie, dal 2 al 5 gennaio 1982, le manifestazioni di “Obiettivo sull’ambiente”, organizzate dalla Lega per l’Ambiente e dall’Associazione Metropolitana, con il patrocinio del quotidiano “Paese Sera”, si conclusero in una gremita Sala dei Congressi di Castel dell’Ovo a Napoli, con la consegna ufficiale dei riconoscimenti per la seconda edizione del Premio “Michele Muro”. Intitolato al redattore sportivo de L’Unità, morto nel 1978 per una trombosi cerebrale all’età di appena 55 anni, il Premio intendeva assegnare non solo a personaggi dello sport, ma anche ad operatori nel campo della cultura, delle attività sociali e dello spettacolo, un riconoscimento per l’attività svolta ai fini di una migliore “qualità della vita”. A consegnare i premi, sul palco della presidenza, accanto al capo-cronista di << Paese Sera>> Matteo Cosenza ed all’amministratore del giornale Gennaro Pinto, c’erano anche l’assessore provinciale all’ecologia Franco Iacono e l’assessore comunale allo sport Giovanni Bisogni, assieme all’avvocato Franco Campana, presidente dell’Associazione Metropolitana. La commissione del Premio scelse di segnalare le seguenti personalità: Luigi Pezzato, “docente dell’Istituto d’Arte, autore dell’operazione AGRICOLARTE, per il suo impegno nella valorizzazione della cultura e della civiltà contadina”;
Antonino Drago, docente universitario di Fisica, per il suo contributo “ad una vasta presa di coscienza sui problemi della pace e del disarmo”; Giuseppe Luongo, allora dirigente dell’Osservatorio Vesuviano, per il suo contributo, dopo il terremoto del 23 novembre 1980, “ad una larga informazione di massa sui temi di una corretta gestione del territorio”; padre Ernesto Santucci, animatore dell’Operazione Speranza, per “il reinserimento dei giovani tossicodipendenti”; Carmine e Giuseppe Abbagnale e Giuseppe Di Capua, componenti dell’equipaggio stabiese per la prestigiosa e meritatissima “medaglia d’oro ai mondiali di canottaggio”; Claudio Vinazzani, capitano del Napoli, per il suo “attaccamento ai colori della squadra”; Angelo Sormani, allenatore delle squadre giovanili azzurre, per “il suo amore per lo sport” e il “bagaglio di esperienze che mette a disposizione dei giovani”; Pupella Maggio “perché con la sua grande arte” e “straordinaria umanità” ha contribuito a diffondere, “come pochi altri teatranti”, un’immagine di Napoli “avulsa dai luoghi comuni del sentimentalismo e, per contro, radicata nella verità storica e culturale della sua gente”; Sergio Solli, che con passione ed impegno “si è imposto come una delle più sicure realtà create dalla scuola eduardiana”; Eugenio Bennato, che “con la sua Musica Nova ha rinnovato i suoni della tradizione musicale del Mezzogiorno”; Enzo De Caro, “ex componente della Smorfia” per il “suo primo film che sta riscuotendo notevole successo”; Franco Iacono e Gianni Pinto, rispettivamente assessore provinciale all’ecologia e consigliere comunale, per aver il primo contribuito a realizzare una “più ampia collaborazione tra Ente locale e organizzazioni di base” per migliorare la qualità della vita, e il secondo per aver contribuito a dare dignità alle tradizioni culturali napoletane “con il gemellaggio tra Carnevale veneziano e Piedigrotta partenopea”. Fonti: Salvatore Manna, “Paese Sera”, 3 gennaio 1982 e 6 gennaio 1982

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